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cersei-cersei-lannister-34156092-1019-574-2Seconda parte dei miei appunti su Cersei Lannister per il mio intervento al Festival delle Storie nella serata del 26 agosto. La prima parte la trovate qui

LA FAMIGLIA

A differenza delle altre donne sposate, Cersei Lannister non viene mai chiamata con il cognome del marito; non è mai Cersei Baratheon come Catelyn Tully diventa Catelyn Stark, e nemmeno come Genna Lannister diventa Genna Frey. Cersei rimane sempre una Lannister, perché anche dopo il matrimonio conserva un legame indissolubile con il suo clan d’origine.

I Lannister sono i Rockefeller di Westeros: i loro possedimenti siedono su una gigantesca miniera d’oro. Sono quindi molto ricchi, e possono comprarsi chiunque: un Lannister, si dice, paga sempre i suoi debiti. Cersei vive tutta la sua vita nella protezione di questa ricchezza, ma non sa come gestire il denaro, cosa che nel corso della storia avrà gravissime ripercussioni sul regno.

Cersei è anche convinta di essere stata ingiustamente scavalcata nella successione a Casterly Rock, la dimora di famiglia, e più in generale di essere stata penalizzata in quanto donna. È convinta di essere più intelligente e capace di entrambi i fratelli, ed è piena di risentimento per essere stata invece ceduta al re esclusivamente per il valore della sua bellezza e perché la ricchezza dei Lannister poteva contribuire a puntellare il bilancio di un regno amministrato molto male da molto tempo. Quando Joffrey, il primo figlio di Cersei e Robert, sale al trono, Cersei diventa reggente: non è quello che vuole, ma è più di quanto può gestire, e la sua incapacità di governare il figlio scatenerà il disastro.

Di tutti i personaggi della saga, Tyrion è il primo a identificare con chiarezza il problema di Cersei: che è una donna furba, ma non è una donna intelligente. È, al contrario, piuttosto stupida e priva della capacità di calcolare le conseguenze delle sue azioni, a meno che le azioni in questione non abbiano direttamente a che fare con il suo tornaconto personale: e anche in quel caso fa degli errori madornali, inimmaginabili, marchiani.

CERSEI E LA MODERNITÀ

Il bello di Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è che l’intera saga può essere riletta applicandola al mondo che conosciamo. Martin non ne sovverte davvero le regole: le riproduce, portandole alle estreme conseguenze. Ci mostra, in un mondo abbastanza lontano dal nostro da apparirci completamente alieno, che la guerra andrebbe evitata a ogni costo perché ogni guerra ne genera altre, e ogni nuova guerra crea più problemi di quanti ne risolva. Ci spiega come funziona il potere, e come le persone accorrano a sostenere chi pensano lo possieda abbandonando chi non lo possiede. Ci racconta che le donne sopravvivono solo se hanno il coraggio di rompere le regole, e che chi fa affidamento solo sulla sua bellezza per tirare in modo subdolo le leve del potere patriarcale rimane un soggetto debole, esposto. Le donne che sopravvivono, nel mondo di Martin, non sono necessariamente personaggi del tutto positivi (i personaggi di Martin non sono mai interamente una cosa o l’altra), ma sono donne che prendono in mano il loro destino affrontando anche scherno e pregiudizi: Brienne di Tarth, Asha Greyjoy, Arya Stark, Daenerys Targaryen, Meera Reed, Arianne Martell e le Vipere della Sabbia. Chi si affida agli altri in un mondo che non le considera che ornamenti finisce per soccombere: ne sanno qualcosa Sansa Stark, la sua amica Jeyne Poole, Roslin Frey e Lysa Tully-Arryn-Baelish.

Cersei pensa di poter sfruttare il sistema a cui appartiene utilizzando la sua bellezza per assicurarsi un posto in società, ma non ha fatto i conti con la rapida svalutazione del suo capitale: una volta perse bellezza e fertilità, lei non è altro che un peso sulla famiglia d’origine. La sua unica possibilità risiede nel mantenere la presa sul ruolo di reggente, che può esserle tolto in qualsiasi momento facendola risposare: un tentativo che a questo punto della storia è fallito. Non essendo in grado di badare a se stessa o di difendersi, Cersei è del tutto in balia degli altri: la benevolenza nei suoi confronti può esserle data o tolta a comando a seconda della sua posizione rispetto al vero potere e alla sua onorabilità. In questo, somiglia in tutto e per tutto alle moderne avventuriere dei nostri tempi, che sulla bellezza, la furbizia e le menzogne costruiscono la loro fragile fortuna.