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25531_freaks_3Ieri sono uscita a pranzo con Caterina, che conosco da quando era adolescente e nel frattempo è diventata una donna e io una signora, per quanto in un senso del tutto Bertè del termine (vale a dire solo all’anagrafe). Si parlava delle nostre adolescenze da disadattate, e si pensava che alla fine noi freak non stiamo poi tanto male. Cioè, magari non diventiamo ricchi, però facciamo cose interessanti, ci muoviamo molto, rimaniamo freschi. Io fra poco compio quarantun anni e ancora non so come si fa ad avere la mia età: a vent’anni pensavo che sarei stata una signora, appunto, e invece guardami qua con le magliette dei gruppi a girare per festival e ricominciare sempre da capo perché se no mi striscia addosso la morte.

Caterina è una delle molte giovani donne intelligenti e mature che conosco, quelle sfuggite alla tentazione di rimanere adolescenti per sempre che sta paralizzando la generazione dei ventenni di oggi come ha paralizzato noi, che stiamo diventando vecchi senza essere adulti e ci stiamo facendo scippare il nostro posto nel mondo da un manipolo di feroci settantenni che non ci lasciano avvicinare alla ciotola e ci chiamano “giovani” in modo che si pensi che siamo inesperti. Io non so se le ragazze salveranno il mondo, mi sembra un concetto troppo velato di maschilismo simpatico per essere portato alle estreme conseguenze, ma quando parlo con Caterina, ma anche con Margherita, quando leggo quello che scrivono le ragazze di Soft Revolution, che non si sentono più obbligate a nascondere opinioni e intelligenza o a rispettare le regole che altri hanno scritto per loro, che mettono in discussione tutto e si prendono tutto lo spazio a cui ritengono di avere diritto, senza accavallare graziosamente le gambe e cercare di ridursi in un angolino per non disturbare, allora penso che ce la possiamo fare. Che nonostante tutto abbiamo un patrimonio su cui contare.

Essere freak da adolescenti è dolorosissimo. Nessuno vuole essere diverso dagli altri quando ha tredici, quattordici, quindici anni. Però in alcuni casi è proprio impossibile farne a meno: si nasce diverse, si nasce col naso all’aria e le orecchie tese, si nasce con desideri e inclinazioni divergenti, e non ci si può fare niente, le schiacci da una parte ed escono dall’altra, io lo so perché ci ho provato moltissimo e non è proprio possibile. Per fortuna, in retrospettiva, perché (soldi a parte) sono contenta della vita che ho fatto: e sono felice di vedere che intorno a me crescono delle piccole donne che già a sedici anni non si sentono in dovere di essere uguali alle altre, e preferiscono un fiero distacco a una dolorosa assimilazione. Piccole donne che si chiamano fuori dal dovere di essere carine, e scelgono la loro strada.

Essere freak è bello. Non adesso, magari, ma domani sì. Essere freak aumenta le vostre possibilità di essere degli adulti con qualcosa da dire. Essere freak senza timore vi renderà libere. Freak out.