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La faccenda di Michaela Biancofiore sottosegretario alle Pari Opportunità è brutta da qualsiasi angolatura, e avvicinandosi non diventa più bella. A partire dalle dichiarazioni demenziali dell’interessata, che si dice vittima di una “discriminazione preventiva” quando basterebbe aver fatto la metà delle sue sparate per essere inadatta al ruolo, altro che discriminazione preventiva.

Qui bisogna aprire tutta una parentesi su come il Ministero per le Pari Opportunità sia di base un inutile orpello in cui parcheggiare una donna a caso (una vale l’altra, come sappiamo) giusto per dire che il governo se ne occupa. Pari Opportunità, in Italia, è “facciamo finta che ci interessino le donne”; non è mai stato un concetto ampio, che coprisse la tutela dell’accesso parificato a istruzione e lavoro per tutti (donne, uomini, giovani, anziani, gente di colori diversi dal rosa pallido) nonché un impegno a creare una cultura della parità. Che passa anche per una riforma del diritto di famiglia che provi a intaccare la struttura patriarcale della società italiana, per una de-enfatizzazione del ruolo delle madri rispetto a quello dei padri, e sì, anche per una normalizzazione degli orientamenti sessuali che non siano quello etero. Come dicevano i famosi poster, Some people are gay, get over it. Non è strano e non è sbagliato, semplicemente è.

Quello che voglio dire è che una che pensi e dica le cose che pensa e dice Michaela Biancofiore non è solo inadatta a occuparsi di Pari Opportunità, com’è evidente a chiunque sia dotato di facoltà minime di elaborazione dei concetti. Michaela Biancofiore è inadatta a qualsiasi ruolo istituzionale, perché non esiste ruolo istituzionale in cui essere discriminatori, ignoranti e antimoderni sia accettabile. L’omofobia non è un’opinione, è un gravissimo difetto di intelligenza, logica e ragionamento: parte dal presupposto che esistano orientamenti sessuali giusti e altri sbagliati. Cinquant’anni fa questa idea era un fatto generalmente accettato, ma siamo nel 2013, l’OMS si è espressa, gli psicologi e psichiatri si sono espressi, milioni di persone non eterosessuali hanno spiegato con molte parole che la loro eventuale condizione di disagio è legata alla discriminazione altrui e non a un disallineamento della personalità, e ancora le Biancofiore pensano di potersene andare belle fresche a dire che “purtroppo” ci sono i gay.

Non possono. Cioè, possono perché il diritto di dire cazzate è garantito dalla legge, ma le cazzate che dici hanno delle conseguenze. Se ritieni che esistano orientamenti sessuali che meritano una discriminazione, non solo non vai alle Pari Opportunità, ma non dovresti andare da nessuna parte.