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microchipVabbe’, allora uno dice: stiamo nella merda, però almeno non abbiamo un vicepresidente o equivalenti che va in televisione a urlare che gli ammerigani hanno attaccato il cancro al presidente. Ci sarebbe un limite di bestialità che si possono dire, che ogni tanto viene superato (Silvio, come stiamo messi con la sconfitta del cancro in tre anni? Come con i lavori della Metro C? Ah, a posto, allora), ma il più delle volte no.

Poi c’è uno che è appena stato eletto in Parlamento che va in televisione a dire che in America impiantano microchip sottopelle, e tu pensi: ecco. Le ultime parole famose.

Chiariamoci, ognuno ha diritto alla sua quota di ignoranza, più o meno diffusa. Qui, però, stiamo parlando di gente che ha formato la sua cultura sull’inoltro di appelli su Facebook. Quelli che CONDIVIDETE!!!1!!1!, quelli che “I giornali non vi vogliono dire”, quelli che l’internet è la verità e loro sono la gente e quindi ONESTI. Eccerto, onesti. E pure un tantino boccaloni, diciamolo. E hanno in mano il paese, su mandato di altra gente che ha formato la sua cultura sull’inoltro di gattini e frasi di Fabio Volo. Ah, sì, e la biowashball. Come dimenticare la biowashball.

È come se all’improvviso un quarto del nostro Parlamento fosse popolato da questi tipi qui:

The-Lone-Gunmen-10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

solo molto, ma molto meno credibili.