Crea sito

Non è proprio un trasloco. È più, come dire, una fuga nella notte che dura da un po’, cioè – siamo onesti – da quando Andrea Beggi mi ha detto che Sai tenere un segreto? dava segni di gravissima obsolescenza tecnica. Non entro nelle specifiche: diciamo solo che quello è stato il momento in cui l’idea di diventare un nomecognome, nonché un sito vero e proprio, ha davvero preso corpo.

È difficile spiegare perché, ma è una sorta di rito di passaggio: dopo quasi dieci anni di un blog che si chiamava, per una sfortunata coincidenza, come un libro che non ho mai letto di un’autrice che non mi attira, era ora di raccogliere i pezzi della mia identità in un solo posto. Una specie di casa-base per le varie cose che faccio, scrivo, dico in giro. Ci stiamo ancora lavorando, è tutto molto fresco, ma da ora in poi questo sarà il posto dove venire a cercarmi. Un po’ alla volta prenderà forma, e la forma che avrà non sarà quella del blog da cui discende, ma un’altra, nuova, che ancora non conosco.

Ho preso la decisione di lasciare Sai tenere un segreto? come sta, e di non importare nulla dei vecchi post. Il nome delle cose è importante, e tutto quello che ho scritto su quelle pagine aveva il carattere che discendeva da quel nome: molto tornerà qui, ma spero di aggiungerci altro, di avere altre cose di cui parlare (tipo: lo sapete che ho imparato a fare il pane? No? Non ve ne frega niente? Come non detto). Qui parlerò, inevitabilmente, di libri: dei miei, principalmente, ma se mi prende bene anche di quelli degli altri, ché leggere e scrivere sono due piaceri paralleli e complementari. Tipo che adesso sto leggendo tutta la saga di A Song of Ice and Fire. Sono all’altezza di A Storm of Swords. Non riesco a smettere, e la cosa preoccupante è che la saga non è finita. Però avrei tonnellate di cose da dire in proposito, perché francamente, se ti devi inventare un intero universo parallelo, non puoi fare lo sforzo di renderlo un filo meno misogino? Vabbe’, ne parliamo un’altra volta, è un discorso lungo.

Tutto questo non sarebbe mai accaduto senza, nell’ordine: Diego, Niccolò e Dario di Altervista, che ospitano tutta la baracca e che ringrazio con grande affetto, fatevi il sito da loro, fatelo, fatelo; Andrea, come sopra, che mentre scrivo è ancora impegnato nella difficile impresa di migrare l’esistente e spiegarmi come far funzionare tutto nel nuovo; e Fu, diomio, Fu, ore e ore perse su “Ma non si può fare questo? E questo? E questo? No, questo? Anzi, no, questo? Minimale. Non troppo minimale. Ecco, questo. No, quell’altro.” Special guest: Eugenio, che con due clic mi ha messo le immagini nell’header. Oplà.

Insomma, eccoci, sta succedendo. Qualcuno si dispiacerà, la maggior parte non noterà nulla, altri si renderanno presto conto che non cambia granché. Sono sempre io, un po’ più grande, ma se consideri l’alternativa…

(L’immagine non c’entra niente, mi faceva ridere, e comunque ve l’avevo detto che ero in fissa.)