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YA BOOKS FOR ADULTS“Ciao, mi chiamo Giulia. E sono…”
Silenzio.
“Ciao, mi chiamo Giulia, sono una scrittrice Young Adult.”
“Ciaaaaaao, Giulia.”

Il giallista non ha problemi a chiamarsi giallista, lo scrittore di noir si fa fare le foto con la faccia pensosa da intellettuale che lui c’ha Ellroy, c’ha. Gli autori di fantasy fanno le convention e le scrittrici di letteratura erotica poco manca che se lo facciano tatuare su una tetta. Ma se sei un autore di Young Adult sei quello che a scuola faceva quello che poteva, quello che non poteva non faceva, per citare il maestro Manzi. Pensavo fosse un problema italiano – e l’Italia questo problema ce l’ha, eccome – e invece pure gli americani devono fare i conti con questo pregiudizio. Tanto che Slate se n’è uscito con un articolo che dice, né più né meno, che gli adulti non dovrebbero leggere la YA. Perché è scritta per i bambini.

Permettetemi di dissentire: venduto ai ragazzi (non ai bambini, ai ragazzi: è diverso) non è la stessa cosa che adatto solo ai ragazzi. A conti fatti, “Young Adult” è poco più che un termine di marketing per coprire una gamma di romanzi vastissima che va dall’horror al rosa senza soluzione di continuità, e al suo interno contiene lavori di grande valore. Non mi venite a dire che What I Was di Meg Rosoff è scritto per venire incontro alle limitate capacità mentali di adolescenti leziose. Non mi venite a dire che The Hunger Games è una serie che possono leggere solo i ragazzini. Battle Royale, che contiene solo adolescenti, è un libro che personalmente terrei alla larga da chiunque non abbia l’età adatta a farsela sotto dalla paura. La mia linea sul genere è più simile a questa di Elizabeth Donnelly di Flavorwire.

Non intendo difendere le mie scelte sventolando il Kindle al grido di “Ma l’ultima cosa che ho letto è Summer di Edith Wharton!” (non è vero, è Eleanor & Park di Rainbow Rowell; Edith Wharton l’ho letta mesi fa). Tutta l’introduzione è un modo non molto esaustivo di spiegare i miei motivi personali dietro l’apertura di The Book Girls, il blog dedicato alla narrativa YA che esordisce oggi (grazie al pazientissimo staff di Altervista). Ognuna delle autrici ha sicuramente i suoi, ma quelli comuni li abbiamo riassunti in una pagina apposita

L’idea di base è che ogni genere abbia diritto di essere trattato con serietà. E quindi le cose scritte bene sono scritte bene, quelle scritte male sono scritte male, e l’esperienza di lettura è un po’ come il sesso: la sua qualità è proporzionale a quello che ti dà nel mentre e ti lascia dopo. The Book Girls si propone di essere sereno nelle stroncature come lo è nell’esaltazione di quello che ha trovato bello, non ha problemi ad andare indietro nel tempo (perché ci sono libri YA che hanno fatto la differenza, ed è giusto parlarne) e in molti casi a leggersi le cose nuove prima che escano in Italia. Crediamo che sia giusto restituire valore ai libri belli, staccandoli da quelli mediocri anche quando gli editori non vogliono o non possono farlo. Seguiteci anche su Facebook e su Twitter. E dateci fiducia.