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La smaterializzazione del libro

librokindleIo ho un Kindle. Ce l’ho da circa un anno, da quando il mio fidanzato me ne ha fatto dono per Natale, ed è una di quelle cose che non manco mai di infilare in borsa prima di un viaggio, posare sul comodino ovunque arrivi, prendere in mano prima di addormentarmi (e farlo talora cadere a terra perché mi abbiocco a metà pagina). Poi sì, il libro è bello, l’odore della carta, tutte quelle cose che dicono gli intellettuali (generalmente gli stessi che “No, io su Facebook no” perché l’internet gli ruba il tempo e l’anima, ma bòn: a ognuno il suo), però portarmi dietro quattro volumi di A Song of Ice and Fire al peso di un discreto tablet grigio, per me che senza leggere non viaggio e soprattutto non dormo, è impagabile. Per cui io il Kindle lo amo, anche se mi ha trasformata in una grande consumista di libri: ne compro molti più di quanti ne legga. E pensare che ero una che leggeva tutto due, tre volte. Come si cambia.

Dei libri di carta mi manca la bellezza, il colore, la presenza fisica sullo scaffale; per il resto, non tornerei indietro mai. La libertà dell’e-book, la possibilità di comprarmi qualsiasi cosa subito nel momento in cui la voglio, è incredibile e impagabile. Oggi ho visto in televisione Il castello errante di Howl e trac, due minuti dopo mi sono comprata il primo dei tre romanzi da cui è tratto a un prezzo ridicolo: sul Kindle Store c’era.

Per questo avevo qualche difficoltà ad accettare che né Nudo d’uomo con calzinoIl mondo prima che arrivassi tu fossero disponibili in formato elettronico. Non perché siano dei tomi intrasportabili, ma perché esattamente come io mi compro in quel modo un sacco di cose che mi piacciono, ho pensato che lo volessero o potessero fare anche gli altri.

Vabbe’, tutto ‘sto pippone è per dire che il libro nuovo, Siamo ancora tutti vivi, è stato smaterializzato ed è disponibile anche in versione digitale (su Amazon, su inMondadori e su Bookrepublic), per chi lo volesse aggiungere alla coda di lettura del suo Kindle. Sono anche io nel terzo millennio.

9 Risposte a “La smaterializzazione del libro”

  1. Non solo ho comprato il tuo stamani (e stasera alle otto l’avevo già finito), ma, non paga, ho comprato pure il castello errante di howl.

    ormai mi separerei più facilmente del mio letto che del mio kindle 🙂

  2. > Poi sì, il libro è bello, l’odore della carta, tutte quelle cose che dicono gli intellettuali (generalmente gli stessi che “No, io su Facebook no” perché l’internet gli ruba il tempo e l’anima

    Beh, non è che il mondo si divida in intellettualoidi anti-progresso tecnologico sniffatori di libri, e quelli all’avanguardia che usano il kindle XD io ho un account su più o meno tutti i social network e passo su Internet un sacco di tempo, ma continuo a preferire il libro cartaceo. E non necessariamente per il profumo della carta: ho notato che tutti quelli pro e-reader, quando devono criticare gli affezionati dell’oggetto libro, tirano fuori ‘sta cosa del profumo della carta. Io i libri li leggo, giuro, non li annuso XD. E spesso e volentieri mi capita di leggere qualche ebook, ma, ehi, come tutti anch’io ho le mie preferenze, e a me il libro piace ancora sfogliarlo XD (compreso ASOiAF, che per fortuna è disponibile in una comoda versione tascabile ed economica :D!)

  3. a me dei libri cartacei manca soprattutto la presenza sullo scaffale. Tra l’estate e l’autunno scorsi ne ho letto alcuni su iPad (che ha un grosso difetto: è pesante), poi sono tornato alla carta e ora c’è quel buco nella libreria, che non si vede ma io so che c’è, e non mi da pace! Mi sa che finirò per comprarli di carta e metterli al loro posto.

    ps: ciao 🙂

  4. Non vorrei dire ma… A 40 anni non ti sei mossa di un pelo dalla tua scrittura. Adolescenti everywhere… Cos’è… Velleità di bananayoshimotizzarti? Oppure il processo è già in corso? Che ne so… Qualcosa di maturo, di meno ultradolescenziale? Sai, magari, piccoli scrittori crescono. Ma non sempre…

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