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Pretty baby: perché pagate le prostitute ragazzine?

prettybabyConcita De Gregorio ci casca di nuovo, ancora una volta con una facciata spettacolare sul pavimento. Ne parlano, ognuno a suo modo, Matteo Bordone e Loredana Lipperini, e io da quest’ultima riprendo l’interrogativo: nel caso delle prostitute minorenni dei Parioli sono tutti lì a fissare l’abisso in cerca di una spiegazione sulla scelta delle ragazzine, e nessuno che si interroghi sul comportamento degli uomini che pagavano per avere rapporti sessuali con loro, o che procuravano loro i clienti e ci hanno messo anche la casa. Perché due adolescenti possono anche essere ubriache del loro potere sessuale al punto di fare qualcosa che, come dice giustamente la figlia di Loredana, non potranno mai raccontare; ma l’hanno fatto perché esistono adulti intorno a loro che l’hanno reso possibile, anzi, dal loro punto di vista perfino vantaggioso. Perché se a sedici anni guadagni più di un direttore di banca, in un’economia di mercato stai facendo una scelta vantaggiosa. Le implicazioni emotive, in un’economia di mercato, sono sempre secondarie: la gente sta male per il lavoro che fa, la gente muore di infarto e di stress, soffre di depressione, s’impicca, è la vita di merda che facciamo. Per cui, se la guardi nell’ottica di una sedicenne molto scafata che riesca a non spendersi tutto in coca e scarpe e che abbia idea di cosa l’aspetta dall’altra parte della scuola e dell’università (niente), una nicchia di mercato vale l’altra. Poi invece hai sedici anni e ti spendi tutto in coca e scarpe, vabbe’, è un’altra storia.

E vedete che ci ricasco anche io: parlo delle ragazzine e non di chi ha reso possibile per le ragazzine guadagnare cifre indecenti allargando le gambe su richiesta. Chi parla, invece, degli uomini adulti che mettevano sul piatto centinaia di euro per avere rapporti sessuali con ragazze che avevano appena superato l’età del consenso? Chi mi spiega com’è possibile, cosa passa per la testa di un uomo che fa una cosa del genere? E no, non mi basta né trovo accettabile la ridicola generalizzazione sugli uomini che sono “tutti uguali”, perché non vivo in un gineceo sulla cima di un monte: gli uomini li frequento, li vedo, e nonostante rintracci spesso in loro una deprimente tendenza al pensiero rétro sulla sessualità femminile, nessuno di loro dà dei soldi a prostitute minorenni.

Che io sappia. Non è, per l’appunto, una cosa per cui appendi i cartelli.

Voglio che mi venga spiegato con chiarezza che cosa passa per la testa di un uomo che decide di comprarsi il tempo e il corpo di una giovane donna. Perché lo fa, che cosa ci trova, com’è possibile che arrivi a spersonalizzare il suo acquisto al punto di non rendersi conto che sta andando a letto con una che potrebbe essere sua figlia; una che potrebbe stare esercitando una scelta, oppure no. Una che questa cosa qui, quella di andare a letto con gli uomini per soldi, non potrà mai raccontarla, appunto: e anche di questa illiceità si nutre la scelta di questi uomini. Io voglio capire se si vantano di aver pagato per quei rapporti, e in che termini, se quando parlano delle ragazze le chiamano “troiette” o “cagne” (ultimamente è un termine molto di moda, ho notato: si applica con liberalità a qualsiasi donna esca dai margini del comportamento sessuale accettato), o se semplicemente non le chiamino. Io voglio capire. Non giustificare, capire.

Il punto è questo: esiste un sistema che conferisce un valore di mercato alla sessualità femminile, anche quella delle giovanissime. Per un pezzo di tetta mostrato in webcam puoi farti ricaricare il telefonino: c’è la tua tetta e c’è qualcuno che paga. Ed è un sistema che viene tenuto in piedi dai maschi: in un’economia di mercato, i maschi hanno i soldi e le femmine hanno la carne da vendere. Come sempre, se non stabiliamo dei punti fermi non andiamo da nessuna parte: se esiste la domanda esiste anche l’offerta, e non stiamo parlando di uova e di galline, ma di ragazzine che sapevano che vendendosi avrebbero trovato degli acquirenti. Il sistema che permette questi fenomeni è in piedi da tempo immemore, e moltissime di quelle che ne hanno fatto parte ne sono rimaste schiacciate. Le Léa arricchite della Parigi di Colette sono una minoranza ridicola rispetto alle prostitute che sono finite in miseria una volta persa la giovinezza, alle schiave vestite di tutto punto che attendono gli avventori sulle strade a scorrimento veloce, alle prostitute eroinomani, a quelle che quando smettono lo fanno per esaurimento. E no, non è come smettere di lavorare in fabbrica, non c’è un medico del lavoro che ti dichiari inabile, non c’è una cassa integrazione per chi smette di prostituirsi, non puoi dirlo alla parrucchiera o alla commessa o ai genitori del tuo fidanzato, che fino a ieri battevi ma ora basta, vuoi cambiare settore. È una scelta come un’altra, certo, se fatta da adulte e con la consapevolezza di sé, ma non è una scelta come un’altra per le implicazioni sociali che ha.

Il problema è che anche qui si ricadrà sul discorso della colpa femminile: loro lo volevano, loro l’hanno fatto, sono loro quelle sporche, quelle indecenti, quelle che hanno approfittato della debolezza maschile, quelle che si sono accordate con i papponi per avere un posto dove esercitare, quelle che hanno scelto, le Eva che tendono la mano verso il serpente. Domanda e offerta, non il contrario: domanda e offerta. Ora ditemi, ditelo, scrivetene: perché pagate per andare a letto con una donna? Perché pagate per andare a letto con una ragazzina?

32 Risposte a “Pretty baby: perché pagate le prostitute ragazzine?”

  1. se il suo articolo è dettato da un reale interesse socioantropologico, credo possa trovare molte risposte di prima mano lurkando i messaggi sui forum degli escortisti

  2. Perchè chiedi. Perchè puoi toccare un corpo giovane che non potresti mai più avere altrimenti, perchè averle nude nel letto ti ributta al periodo in cui avevi quella età e ragazze cosi belle non ti filavano di pezza, figurarsi venire a letto con te. Perchè sono sorridenti, con la vita davanti, sogni e desideri tutti da realizzare, ti parlano del loro gatto e delle discoteche dove vanno e ti scordi di figli, mogli, lavori ingrati.
    E’ la loro gioventù che compri, quella che più non hai.

    1. Non ti si filavano da giovane quindi le paghi da vecchio, quindi non ti si filerebbero comunque, se non aprissi il portafogli.
      Solo io vedo un difetto di ragionamento?

      1. Il difetto di ragionamento è evidente a chi vuole ragionare, probabilmente meno a chi non brilla per intelligenza e integrità morale. L’idea base, credo, è che il sesso con una ragazza giovane è desiderabile, per motivi sicuramente più psicologico-culturali che fisici, unita a quell’altra mai passata di moda che il sesso si può comprare. Paghi la ragazza, te la spassi, se possibile ti vanti pure con gli amici. Le idee dello sfruttamento, del consenso, della legalità non vengono in mente a tutti, e purtroppo non è una sorpresa.

        1. Subito a denigrare. “non brilla per intelligenza”.. cosa c’entra? Questo è un commento generico, astioso, che non dice niente se non la rabbia di chi lo esprime.

        1. È piuttosto deprimente dover ribadire che le donne non sono oggetti d’arredamento o attrezzi da “comprare”, ma mi sembra di capire che tu che le paghi le vedi proprio così.
          Non ho altro da aggiungere.

          1. Amoreezen usa una prima persona “narrativa” non c’è scritto che lui paga per scopare delle minorenni.

            Hai chiesto cosa passa per la testa di molti uomini (un fottio) e la risposta è questa, la ragazzina arrapa, all’uomo non importa del come, vuole solo ottenere l’oggetto del desiderio. Anche per il discorso “gioventù”; durante l’adolescenza magari non se lo filavano, la bella e fresca della classe se la faceva con qualcun altro e ora appagano quel desiderio mai soddisfatto. Non c’è nessun difetto di ragionamento. Non c’è niente da spiegare a meno di non volersi per forza stracciare le vesti e chiedere “perchè!” quando in realtà la domanda è abbastanza banale.

  3. Capisco che la questione sollevata sia “cosa passa per la testa degli uomini quando…” ma soltanto a me la questione sembra un enorme bolla di sapone? Della prostituzione il reato sta nello sfruttamento, nell’induzione e nel favoreggiamento quindi le responsabilità a carico dei clienti che le cercavano minorenni e dei tizi che affittavano loro gli appartamenti ci sono e non ci piove, ma uno a sedici anni è tutto fuorché un bambino soprattutto nel 2013.
    Non so voi ma io a 16 mi divertivo parecchio e le mie coetanee anche di più, manco a dirlo. Ovviamente non si parlava di prostituzione ma il concetto è che a 16 anni il sesso è una realtà e non così rara come ad alcuni piace pensare.
    Prima di venir messo al rogo per apologia di prostituzione minorile ci tengo a precisare che anche per me chi va con le minorenni è un maiale e che anche io penso che chi ne Ma se uno a sedici anni fa una rapina è un delinquente però se apre le cosce per comprarsi l’IPhone è una povera animella circuita? E non centra niente il victim blaming, le responsabilità sono di *tutti* quelli coinvolti: ragazze, genitori, clienti e affittuari.
    Il problema è che quando si parla di sesso e minori scatta sempre una molla feroce che ci porta a non essere sempre onesti… ma è comprensibile.
    Sull’argomento prostituzione, in generale, possiamo dilungarci quanto vogliamo visto che perfino la legislazione è piuttosto fumosa.
    Capisco quando dici che chi va a prostitute considera la donna come un oggetto in vendita ma l’orrore sta nello sfruttamento e se esistessero i bordelli, tu un post del genere nemmeno avresti potuto scriverlo, ad es. “Perché considerate le donne oggetti in vendita?” Forse perché alcune si mettono in vendita. E anche sculettare in tv secondo me significa vendere il proprio corpo quindi di fatto la prostituzione volontaria esiste eccome.
    La storia della domanda-offerta è troppo comoda, onestamente. Accusare un uomo di maschilismo è sempre facile, figurati se compra del sesso! Anche secondo me chi lo fa è un porco ma solo perché alimenta lo sfruttamento.
    Non può fare orrore il concetto di prostituzione in se perché ognuno del proprio corpo fa ciò che vuole se è una libera scelta. È per questo che andrebbe regolamentata ed essere contrari significa preferire quelle ragazze sui bordi delle strade alla mercè di papponi ed assassini.

    1. Due cose: la prima è che tu e le tue coetanee vi divertivate a fare sesso consenziente e libero, che è parecchio diverso dalla prostituzione.

      La seconda cosa è che mi pare che la tua argomentazione prescinda (molto comodamente) dal fatto che la prevalenza della prostituzione femminile su quella maschile è una conseguenza diretta della cultura patriarcale, per cui l’unico desiderio socialmente legittimato è quello degli uomini, mentre la sessualità delle donne può serenamente essere messa in vendita.

      Non so come ti venga di dire che non avrei scritto questo post se ci fossero i bordelli, ma la fantasia non ha limiti, suppongo.

    2. Aggiunta: questo era un post per parlare di uomini. E come al solito, si devia l’argomento sulle donne, sul perché lo fanno, sulle loro scelte eccetera.
      Io vorrei parlare di voi maschi.
      Ce la fate a dirmi onestamente perché andate a puttane? O svicolare è il modo di segnalare che le vostre motivazioni sono quasi sempre collegate a una misoginia e a un utilitarismo di fondo che vede nel sesso una pulsione da soddisfare con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo, anche economico, evitando ogni tipo di contatto emotivo?

      1. Capisco che con “andate a puttane” tu intenda “gli uomini che ci vanno” però ci andrei piano con la seconda persona perché ho specificato che lo trovo deprecabile perché favorisce un crimine orrendo.
        Lo so che il sesso consenziente è un’altra cosa, non sono imbecille. Era per sottolineare che uno a 16 anni una sessualità ce l’ha, non volevo sovrapporre i concetti (ma perché dovrei ripetermi?)

        Ti seguo da molto. Spesso ti è stato fatto notare che ti incazzi se uno risponde come a te non piace, ho espresso dei pareri, non volevo svicolare e meno che meno per supposto maschilismo. Sono quasi sempre d’accordo con quello che scrivi sull’argomento e trovo disgustosi tanti atteggiamenti maschilisti che denunci proprio perché la nostra cultura li vuole fare passare per normali o accettabili. Sono un maschio non maschilista, se ne ammetti l’esistenza. Mi pare d’aver capito che “gli uomini sono tutti porci” non è un concetto che ti appartiene.
        È OVVIO che chi va a puttane ha un fondo di misoginia, una visione distorta dell’universo femminile dove la donna è un oggetto da affittare o sfruttare. Sono d’accordo.
        Ed è vero anche che la sessualità femminile è sempre stata segregata e fatta uscire solo ad uso e consumo degli uomini.
        Esempio veloce: Nella nostra società,
        uomo promiscuo sessualmente=mito;
        donna promiscua sessualmente=puttanone.
        Quindi ok, siamo di nuovo d’accordo
        Quello che non mi torna è come questo invalidi quello che ho scritto nel commento precedente.

        Non lo so perché gli uomini vadano a puttane. Io non ci vado quindi non posso saperlo.
        Anche perché ognuno avrà il proprio cazzo di motivo sennò si torna a “gli uomini sono tutti maiali”.
        Forse vuol dire che stavolta il mio commento -e quello di coloro che come me non ci vanno, a puttane- era superfluo.
        Posso tentare un’ipotesi.
        Conosco qualcuno che ci va. Di solito o è un bavoso maiale che ha delle pulsioni che può sfogare solo pagando oppure è uno che è troppo pigro per trovarsi una ragazza però, “porastella”, c’ha il cazzo e lo vuole usare.
        L’uomo particolarmente disattento alla questione donna-oggetto, compra il sesso e tanti saluti.
        Sono porci? Sono maschilisti? Considerano le donne degli oggetti evitando contatti emotivi?
        Sì, sì, sì e siamo d’accordo. Ma mediamente chi va a puttane non si pone proprio il problema.
        E se il sunto del discorso è che chi va a puttane ha un’idea squallida della donna siamo d’accordo infatti non capisco il tuo anatema nei miei confronti.
        Ora: conosco personalmente anche donne disperatissime che sfogano le proprie pulsioni con i cetrioli. Really.
        Se ci fossero tanti “puttani” quante puttane, continuerebbero con i cetrioli? Non lo so, non mi (ci) è dato saperlo! E se avessimo una cultura dove la prostituzione maschile fosse inquadrata socialmente quanto e come quella femminile? Se fosse comune NON stigmatizzare la sessualità femminile come invece accade?
        Sarebbe un passo avanti.

        Dicendo che se ci fossero i bordelli la questione non si porrebbe intendevo dire che in caso di prostituzione esclusivamente volontaria, l’atto deprecabile di considerare una donna un oggetto in vendita (perché ripeto per me è deprecabile) sarebbe messo di fianco al fatto che le donne in vendita ci si mettono per scelta. Che cosa che ora come ora tragicamente non è.
        Non sono ideologicamente a favore della prostituzione, non penso che il sesso sia un DIRITTO. Ma quando mai?
        Però SE l’esistenza delle prostitute non si potesse eradicare tanto vale tutelarne salute ed incolumità e far sì che chi la pratichi sia quantomeno consenziente.

        1. Sì, che a sedici anni uno abbia una sessualità lo avevo detto anche io nel post, per cui perdonami, aggiungevi poco alla discussione, a meno che l’implicazione non andasse in una direzione diversa da quella che avevo postulato io. Idem sulla prostituzione come scelta, che nel mio post era contemplata in più punti.

          Però a me di parlare delle donne non va più: mi interessa di più la parte in cui si parla del perché un uomo paga non dico una donna, ma una ragazzina. Uomini mica anziani, chiariamoci, ché i clienti delle prostitute dei Parioli avevano dai trenta ai cinquant’anni, un’età in cui (se vuoi) una donna giovane la puoi trovare.
          Che cosa li spinge a pagare per fare sesso con una ragazzina?
          Questo mi interessa, e nessuno ne parla: tutti a far la morale alle prostitute, ma nessuno che affronti il problema dei clienti.

          1. Ma chi l’ha fatta la morale alle prostitute!
            Se rispondi a me, parla con me, non generalizzare.
            Praticamente siamo d’accordo su tutto pure sul fatto chi va a puttane ha una visione gretta ed arcaica della sessualità femminile!
            Ho scritto un papiro sulle mie supposizioni riguardo gli uomini che vanno a puttane e ti lamenti che non ho affrontato le motivazioni dei clienti?

            Non mi sono soffermato sul motivo per cui uno paga una ragazzina perché, di nuovo, non lo so. Non conosco nessuno che ci vada, con le ragazzine.
            Ok, ho peccato di OT?

            <>
            Perché le minorenni piacciono a tutti (altrimenti non ci sarebbe una legge!) però se sei tanto depravato da trasformarla da fantasia a bisogno devi pagarle perché:
            1- A 30 anni una 18enne non ti si fila se non sei Brad Pitt,
            2- se frequenti i licei all’ora di uscita fai schifo al cazzo e poco poco rischi una denuncia per pedofilia.

            Questo da adito alla teoria della “porcità” degli uomini tutti.
            Fatto.
            Tarallucci e vino.

  4. Io maschio non sono ancora andato a puttane (se non metaforicamente);
    sollecitato alla riflessione ho però realizzato di usare donne pagate (da terzi) guardando porno;
    lì è “spersonalizzazione” totale nel senso che non ho mai riflettuto su chi sono le “attrici”, che motivazioni hanno, come sono state costrette ad un tanto dalla mia misoginia e dalla mia cultura patriarcale,
    sarà lieta di avermi obbligato a razionalizzare, riducendo così la gioia del mio naturale ed istintivo attaccamento al porno.

  5. sono andato qualche volta con le prostitute (maggiorenni) non perché odio le donne bensì perché volevo fare sesso e non avevo alternative se non l’astinenza o la frequentazione di persone con cui non ho affinità caratteriale o interesse a socializzare e a conoscere. frequentazione che avrebbe peraltro potuto rivelarsi in ogni caso infruttuosa nella ricerca di compagnia sessuale.
    non ho mai pensato che il comprare sesso sia un atto di odio verso le donne perché so che non tutte sono soggette a sfruttamento e ho sempre cercato di accertarmi che quelle con cui sono andato non lo fossero pur non potendo esserne sicuro al 100% ma del resto non sono nemmeno sicuro al 100% che il pc che sto usando in questo preciso momento sia stato assemblato in modo “equo e solidale” senza sfruttamenti o abusi lungo tutti gli stadi della catena produttiva.

  6. Troppo divertente vedere delle persone umiliarsi a quel modo per un iphone o per straccetti firmati.
    Io come uomo sono eccittato anche da questo, a 16 anni non avevo grilli per la testa, studiavo per farmi una posizione.
    Ripeto è il massimo del divertimeto vedere il fallimento della società, della famiglia, queste ragazze immensamete vuote, come sono state plasmate dalla pubblicità, lo loro debolezza è inebriante…
    Io non sono mai andato con le minorenni, ma non sapevo fosse così facile, umiliarle e farsele deve essere piacevolissimo…almeno credo!!!!!

    1. Interessante, finalmente qualcuno che la dice in maniera trasparente. Misoginia e sesso come umiliazione, senso di malriposta superiorità e desiderio di dominazione. Ottimo.

      1. Concordo con Anonimo73 pero toglierei l’aspetto umiliazione, o quantomeno lo riportarei nell’ambito di “piacere di farsele”, ossia, di solito nella sessualita uomo/donna e’ intrinseco il ruolo attivo(uomo)/passivo(donna).
        Questo aspetto per gli uomini (ed anche per le donne) puo’ essere molto eccitante, trovo quindi ovviamente banale che avendo tra le mani “una donna molto piu giovane” l’aspetto attivo/passivo venga accentuato e possa essere piu piacevole…
        Per lo stesso motivo e’ piu frequente nelle donne trovare piu eccitante sco*are con uno piu maturo piuttosto che andare con un ragazzino.
        Altre piaceri che potrei trovare solo/maggiormente con una minorenne potrebbero essere:
        – Vederla fare cose “da grandi”.
        – Pemiare(pagare) la sua capacita di vincere tabu come sesso e prostituzione.
        – Rapportarmi con la sua spregiudicatezza.

  7. Sminuire gli altri per sentirsi più forti è una tecnica che accomuna tutti, ma proprio tutti.
    Chi ha fatto quella palestra terribile che era il ginnasio in tempi non sospetti, chi ha costruito e impostato la propria vita con fatica, chi ha raggiunto un certo benessere, non può che guardare con una certa leggerezza a questioni del genere…il fatto è semplice, c’era chi si spaccava la schiena e chi no. Ora perchè non dovrei divertirmi con chi cerca strade alternative? Perchè non dovrei stupirmi del potere della pubblicità? La mia pubblicità da adolescente era fare l’università, tutto il resto non contava. Perchè non dovrei ridere di chi apre le gambe pensando di comprarsi un posto al sole? Perchè non dovrei approfittarne? Misogoginia e sesso come umiliazione? Che male c’è?
    Non soffrivo io quando adolescente le ragazzine mi snobbavano dandomi del secchione? Io ho perso la verginità tardi dopo il militare, DOPO IL SUCCESSO, son piovute le donne. Non posso divertirmi alle spalle di chi brama il possesso di ciò che io possiedo e che per me significa poco e nulla?
    Sarebbe divertentissimo andare con una di queste sedicenni…
    Se non ci sono mai andato e non ci vado non è certo per questioni morali, ma unicamete per paura di ciò che è illegale. Leggere sul giornale di un collega rimasto incastrato in uno scandalo del genere sarebbe troppo divertente…

    1. Concordo con te. Trovo cattive ed estremamente frustrate nei confronti degli uomini le donne come l’autrice di questo articolo. Un uomo che va a prostitute a mio avviso ci va perchè le “desidera”, desidera il sesso, desidera un bel corpo… non perchè le odia. Un uomo che odia le donne non fa sesso con loro, non ardisce il loro corpo e la loro bellezza. Qui si sta parlando degli uomini che vanno a prostitute come se fossero dei violentatori… ma nella mente eccessivamente femminista di certe donne non li entra in testa che essere un uomo che ardisce la bellezza femminile ed essere uno stupratore sono cose estremamente differenti? Considerare un uomo che va a “puttane” come un simil-stupratore (alla fine più o meno l’autrice intendeva dire questo) mi pare eccessivo e di un moralismo atroce. Io sono una ragazza di 21 anni con gravi problemi economici e finanziari, ma MAI E POI MAI mi prostuitirei per avere un po’ di soldi in cambio. E mi fanno rabbia queste ragazzine che per avere una vita economica adagiata (se non di lusso) scelgono la via più facile: ovvero quella di vendere la loro bellezza. Ha senso difendere ragazze di questo spessore? Per me no.

      Ho postato questo commento ma non sapendo bene come funziona questo sito e così come rispondere nuovamente, gradirei che l’autrice non mi offenda pesantemente e che non mi appelli come una “femmina maschilista”. Ormai tutte le donne nel mondo di internet (perchè nella vita vera ci sono cose più importanti a cui pensare che alla prostituzione, ci sono persone che non riescono ad arrivare a fine mese) si appellano alla scusa del maschilismo ogni qualvolta trovano persone che la pensano diversamente da loro. Quindi, anticipo che essere etichettata come maschilista mi manda su tutte le furie.
      Difendo però spesso gli uomini da discussioni come questa, perchè mi dispiace molto che molte donne (troppe donne) gli dipingano tutti come mostri sessisti. Forse le vere sessiste sono queste donne che vivono con lo stereotipo “maschio cattivo”, “donna vittima”. Mi viene una rabbia quando mi rendo conto che esistono davvero donne del genere…

      1. Rachele, come vedi ho approvato il tuo commento perché ognuno è responsabile di se stesso e delle sue opinioni.
        Se temi gli insulti, tuttavia, vorrei farti presente che darmi della “frustrata” (al di là della condivisibilità o meno delle mie opinioni) è molto offensivo.
        Per il resto, lascerò il tuo commento senza risposta nel merito. Trovo che sia il miglior commento per se stesso.

        1. Ci tengo a precisare che la parola “frustrata” non era rivolta a te, ma in generale, dato che molto spesso mi sono imbattuta in donne che in qualsiasi articolo internet (chissà come mai nella vita “reale” poi nessuna parla di queste cose? mah…) parlano di queste cose in un modo diciamo, forse troppo “forte” e arrabbiato, senza motivi validi per essere arrabbiate poi.
          E siccome è un argomento che mi sta molto a cuore, in quanto credo che dividere le persone o catalogarle sia sbagliato, ho voluto dire la mia opinione. Può piacere o meno, non importa. L’importante è che ognuno la veda a modo suo, il mondo è bello proprio perchè ogni persona la pensa diversamente,

          1. Era rivolta a me perché l’autrice dell’articolo sono io. In futuro, ti raccomanderei di riflettere sulle parole che usi, se non proprio sulle opinioni che hai.
            Non tutte le opinioni sono uguali e non tutte hanno pari dignità: l’importante non è che “ognuno la veda a modo suo”, ma che ci sia rispetto dei fatti e dell’integrità e dignità degli altri.

  8. Triste a dirsi, ma il motivo è semplicissimo: LO STESSO, IDENTICO, PRECISO motivo per cui una percentuale inquantificabile di donne cerca il cosiddetto BUON PARTITO, che altro non è che l’oggettivizzazione femminile dell’uomo.

    Che sia la donna ad esser nata dalla costola dell’uomo o il maschio come strana evoluzione biologica della femmina, uomo e donna sono fatti della stessa pasta!

    Ci sono mamme che allevano le loro figlie fin da piccole alla visione dell’uomo come bancomat da accalappiare, anche a costo di farsi mettere incinte (oh, ma guarda, ho scoperto che questa pratica è vecchia tanto quanto gli uomini che vanno a prostitute!).

    Quindi, come disse il saggio: “La risposta è dentro di te!”.

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