Crea sito

foto (4)Ho sempre scritto con la musica in sottofondo. Faccio parte di quella categoria di autori che sentono una canzone e si immaginano una scena e da lì parte tutto. La genesi del mio primo romanzo per Mondadori, Il mondo prima che arrivassi tu, è una storia che ho raccontato in lungo in largo (per farla breve, include un tapis roulant e un pezzo dei Duran Duran). Con gli anni ho cominciato a fare playlist apposta per ogni romanzo, poi degenerate in un gigantesco “mistone da scrittura” in cui metto i pezzi che mi piacciono di più al momento. Se entri nel mio mistone da scrittura, vuol dire che a mio parere hai scritto un pezzone esagerato. È il più grande complimento che io possa fare a un musicista.

Il mondo prima che arrivassi tu ha due colonne sonore. Una è il famigerato mistone, che non condividerò perché è giusto così e perché per ricostruirlo mi ci vorrebbe un sacco di tempo, e poi dentro ci finisce davvero di tutto, demo, provini, dischi senza etichetta, se mi piace ed è in mp3 è fatta. La seconda sono le canzoni citate nel libro, sia quelle da cui ho tratto le citazioni che danno il titolo ai singoli capitoli, sia quelle suonate dal gruppo di cover che anima la storia.

E sono queste. Quasi tutte.

Il libro successivo, Siamo ancora tutti vivi, contiene gente che suona ma poche canzoni. Qualcuna però c’è: sono tutte quelle della scena in cui Emilio e Greta vanno al negozio di dischi. Poche, ma ottime.

Ok. Ci siamo quasi.

Forse non tutti sanno che il mio primo romanzo (che non penso rivedrete mai più, per cui se siete proprio curiosissimi cercatevelo su eBay), Deadsexy, è stata la prima cosa che ho scritto con la musica e con una proto-versione del mistone da scrittura. Quella volta lì ho deciso di condividere la musica che ascoltavo, elencando canzoni e dischi alla fine del libro. Erano gli anni di Napster, le canzoni si cercavano una per una con pazienza e si aspettava che il modem 56k finisse di scaricarle. Sono più o meno queste.