L’idea risale almeno a un paio d’anni fa, pre-Fertility Day, pre-#quellavoltache, pre-tutto ma post-un bel po’ di anni di femminismo attivo e dichiarato, ormai non so più neanche quanti. Un femminismo vissuto per buona parte in un relativo isolamento, maturato dal contatto con i blog americani e non nei collettivi nostrani, elaborato e raccontato per lo più attraverso il mio blog e la rete. #quellavoltache ha cambiato tutto: mi sono trovata a “fare” la femminista, oltre a esserlo, sui media nazionali. E man mano che andavo avanti, man mano che parlavo, avevo sempre più la percezione di un desiderio che vibrava intorno a me, di una necessità collettiva di azione, unità, direzione delle energie.

Manuale per ragazze rivoluzionarie – Perché il femminismo ci rende felici nasce così, per provare a rispondere a due domande: “Dove siamo?”, e “Cosa possiamo fare?” È un manuale, come da titolo, per chi si sente pronta al cambiamento e ad abbracciare la pratica di un femminismo gioioso, contemporaneo, aperto al mondo e non arroccato sulle sue posizioni, che abbraccia il dubbio e la complessità e prova a scioglierli, e non esclude nessuno, di nessun genere, di nessun orientamento. Il femminismo intersezionale, insomma, quello che da noi sta emergendo proprio ora, ma che fatica ad affermarsi a causa della persistenza di una narrazione del femminismo incentrata su una serie di stereotipi tagliati e cuciti per delegittimare chi lotta perché le persone non siano discriminate a causa del loro genere, o delle loro condizioni personali. Come peraltro vuole anche la Costituzione.
Non è un libro per iniziate, anche se spero che le femministe già formate ci trovino qualcosa di interessante e produttivo da portare nel dibattito già in corso. È un libro per chi è arrivato al femminismo da poco o ci arriva adesso, e che prova a fare quello che negli Stati Uniti si fa da sempre, ovvero portare il pensiero femminista fuori dai circoli accademici e dalle università in maniera avvicinabile ma non semplicistica. Manuale per ragazze rivoluzionarie parla di patriarcato, corpo, parole, sesso. Parla di pratica, di sorellanza, di vicinanza, di inclusione. Dei nostri difetti di pensiero e di come liberarsi, o provare a farlo, per superare insieme questo momento: che non è solo un problema delle donne, ma che non verrà superato mai senza il contributo delle donne e l’inclusione attiva del femminismo nel dibattito politico e sociale.

Il libro esce (stavo per scrivere nasce) il 30 ottobre per Rizzoli e in formato audiolibro (letto da me) l’1 novembre per Emons. Il pre-ordine per la versione testuale è già aperto, ecco i link:
Amazon (cartaceo)
Amazon Kindle
Ibs

L’audiolibro si trova sul sito di Emons Libri & Audiolibri oppure, per gli abbonati, su Audible.

Buona rivoluzione a tutte!